RESET… NON SI POTEVA EVITARE
Giuseppina Amodei
Romanzo
ISBN 979-12-81021-09-9
€ 25,00+costo di spedizione

RESET… NON SI POTEVA EVITAREGiuseppina AmodeiRomanzoISBN 979-12-81021-09-9€ 25,00+costo di spedizione

ISBN 979-12-81021-09-9
300 pp – € 25,00+costi di spedizione

Stampa digitale – Brossura fresata – Formato cm 14×21 – Interno su carta Usomano Bianca FSC da gr 120 – Copertina 4 colori senza alette, carta Usomano Bianca FSC da gr 300, patinata e plastificata opaca.

Un libro onirico, fantascientifico e intrigante, da leggere tutto d’un fiato.

Copertina di Martina Previatello

Dall’Introduzione di Grazia Furferi

La ricerca e il relativo “inventario” degli scritti di Giuseppina Amodei, rimasti impressi nel suo computer, hanno portato alla luce vari appunti- progetto di lavori in divenire: memorandum, alcune poesie, un romanzo abbozzato e uno dal titolo non del tutto definito di Reset che si può accettare come concluso, anche se due punti, accanto alla  parola finale di questo, preludono a una probabile specificazione o a un discorso lasciato volutamente in sospeso o  a ripensamenti congelati dalla sua prematura scomparsa. Giuseppina nasce letterariamente come poetessa. La sua è una poesia umanista che pone un focus su tutte le sfaccettature che l’uomo presenta a livello comportamentale ma anche e soprattutto relazionale con se stesso, i suoi altri e il contesto territoriale nel quale vive e si muove. Pensa, auspica e impianta nei suoi scritti, un mondo ecumenico, un territorio immaginato, dove uomini, beni e pensieri, svincolati da ogni confine, possano circolare liberamente ed essere proprietà di tutti. Un auspicio che trova concretezza nella promulgazione di un “Manifesto per un LuogoMondo”. I dettami di questo Manifesto li troviamo sparsi e seminati nelle poesie, nei romanzi, nelle opere teatrali. Sono del tutto sviluppati poi in “Reset… non si poteva evitare” l’ultimo suo romanzo che somma tutto il pensiero culturale di Pinuccia che spazia dalla pedagogia alla filosofia, alla poetica, alla scrittura romanzata e teatrale, concentrato e sviluppato nell’ottica di quello sguardo futuribile su uno spazio che, come in tutte le sue creazioni, si configura come un “palcoscenico” che accoglie lo svolgimento della trama. Giuseppina non è estranea alla scrittura di romanzi: Ladroncella, Spiccioli Criminali, La ragazza dal collo dipinto. Nei suoi scritti emerge sempre un alto senso del mito che fa da fil rouge alle sue trattazioni e che le proviene dalla cultura di quella Calabria magnogreca, terra della sua origine, della quale si sente impregnata e debitrice tanto da scrivere: «Non credere / di poter mettere le briglia al mito / il suo cordone infinito / trattiene per sempre ogni placenta». (Segue)

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